venerdì 16 gennaio 2015

Abdicación - Fernando Pessoa









Abdicación

Tómame, oh noche eterna, en tus 
brazos y llámame hijo.

Yo soy un rey que 
voluntariamente abandoné mi 
trono de ensueños y cansancios. 

Mi espada, pesada en brazos 
flojos, a manos viriles 
y calmas entregué;
y mi cetro y corona yo los dejé 
en la antecámara, hechos pedazos.

Mi cota de malla, tan inútil, 
mis espuelas, de un tintineo tan fútil, 
las dejé por la fría escalinata.

Desvestí la realeza, cuerpo y alma, 
y regresé a la noche antigua y serena 
como el paisaje al morir el día.
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Abdicazione

Prendimi fra le braccia, notte eterna,
e chiamami tuo figlio.
Io sono un re
che volontariamente ha abbandonato
il proprio trono di sogni e di stanchezze.
La spada mia, pesante in braccia stanche,
l'ho confidata a mani più virili e calme;
lo scettro e la corona li ho lasciati
nell'anticamera, rotti in mille pezzi.
La mia cotta di ferro, così inutile,
e gli speroni, dal futile tinnire,
li ho abbandonati sul gelido scalone.
La regalità ho smesso, anima e corpo,
per ritornare a notte antica e calma,
come il paesaggio, quando il giorno muore.

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